CBD E LA MALATTIA DEGENERATIVA DEL DISCO

La Malattia degenerativa del disco (discopatia) comprende fattori fisici e psicologici ed include diverse patologie alla spina dorsale, tra cui: la stenosi vertebrale e la sindrome delle faccette articolari. Dagli studi si è evidenziato come il CBD possa contrastare sia i danni fisici, che lo stress psichico causati da questa condizione.

IL MAL DI SCHIENA E IL RUOLO DEL CBD

Il mal di schiena, che è un disturbo presente in ogni parte del mondo, è una delle più importanti cause che creano disabilità e dolore cronico. Questo disturbo è causato da varie condizioni nervose e muscolo-scheletriche, tra cui la malattia degenerativa del disco(discopatia degenerativa).

Queste condizioni, secondo l’OMS, influiscono sul benessere generale della persona, sulla sua qualità di vita e anche sulle capacità lavorative.

Il mal di schiena viene gestito in diversi modi, tra cui alcuni convalidati scientificamente che offrono risultati effettivi. Mentre le ricerche continuano per trovare soluzioni alternative efficaci per il mal di schiena, tra esse la la cannabis potrebbe esserne anch’essa una valida alternativa.

Gli uomini hanno utilizzato la cannabis per migliaia di anni, per alleviare molti disturbi fisici e mentali. I fiori ricchi, prodotti da questa pianta, sono ricchi di composti fitochimici, tra cui oltre 100 cannabinoidi e 200 terpeni. Tra questi composti, il CBD è uno dei più conosciuti e più studiati.

Il CBD ha già dato risultati promettenti in molti ambiti clinici, ma la ricerca scientifica prosegue………. Gli studi sulla cannabis si evolvono e riguardano anche gli effetti del CBD sulla discopatia degenerativa del disco.

LA DISCOPATIA DEGENERTIVA DEL DISCO

Questa malattia comprende diverse condizioni, tra cui il deterioramento dei dischi intervertebrali. Questi dischi sono situati nelle aree principali della spina dorsale umana, tra la regione cervicale (superiore), toracica (centrale) e lombare (inferiore). Tra le vertebre mobili della spina dorsale sono presenti 23 dischi.

DESCRIZIONE ANATOMICA DEI DISCHI INTERVERTEBRALI

I dischi intervertebrali rivestono funzioni importanti nella colonna vertebrale umana: assicurano i movimenti tra ciascuna vertebra, senza compromettere la stabilità dell’intera spina dorsale. Aiutano anche ad assorbire gli urti creati dall’impatto sul terreno quando si cammina, si corre, si salta e si svolge qualsiasi attività.

Essi sono composti da tre parti:

NUCLEO POLPOSO: posizionato nel centro del disco, composto principalmente da acqua (consistenza gelatinosa, contiene collagene). Esso consente il movimento nelle diverse direzioni ed è la parte del disco intervertebrale resistente alla compressione.

ANELLO FIBROSO: è uno strato robusto costituito da fibre di collagene. Crea un anello di tessuto connettivo che avvolge il nucleo polposo e aiuta a ridurre i movimenti eccessivi in certe direzioni, opponendosi alla tensione.

CORPO VERTEBRALE: sono tessuti connettivi situati tra ciascun disco e sono il collegamento tra le due strutture. Essi distribuiscono le sostanze nutritive all’interno dei dischi, sani e solidi.

Condizioni abbinate alla malattia della discopatia degenerativa del disco

Nella discopatia degenerativa ci sono diverse patologie, che si contraddistinguono per specifici disturbi e sintomi. Esse hanno un elemento comune: : il deterioramento e la disgregazione dei dischi intervertebrali.

Tra esse:

Radicolopatia lombare

Osteoartrite

Spondilosi

Mielopatia

Stenosi lombare

Sindrome delle faccette articolari

I SINTOMI DELLA DISCOPATIA DEGENERATIVA

I sintomi, delle persone che ne soffrono, dipendono principalmente dai fattori scatenanti della patologia, che, spesso, si sovrappongono.

I più comuni sono:

Dolore quando si piega o ruota la spina dorsale

Instabilità spinale (‘cedimento’)

Tensione muscolare e spasmi

Fitte o dolori lancinanti, lungo gli arti superiori o inferiori

Perdita di sensibilità, intorpidimento e formicolio

LE CAUSE DELLA DISCOPATIA DEGENERATIVA

Le cause di questa malattia possono essere:

i fattori genetici

i fattori ambientali

lo stile di vita.

Il patrimonio Genetico

Gli scienziati hanno individuato alcuni geni che creerebbero predisposizione a sviluppare, nelle persone, questa patologia degenerativa. Tra esse ricordiamo:

Il polimorfismo dell’allele 5A : crea maggior rischio di degenerazione accelerata dei dischi intervertebrali, in particolare quelli situati nella zona lombare.

Invecchiamento: riduce la capacità del nostro corpo di guarire e rigenerarsi. La concentrazione di cellule all’interno dell’anello fibroso diminuisce con l’invecchiamento e le cellule rimanenti perdono la capacità di dividersi e di proliferare.

Carico Meccanico: l’esercizio fisico aiuta a preservare l’integrità di muscoli, ossa e di altri tessuti. Gli sforzi eccessivi e ripetuti, invece, favoriscono il deterioramento. L’attività lavorativa, lo sport ed attività quotidiane possono esporre la colonna vertebrale a sollecitazioni estreme, aumentando il rischio di malattie degenerativa del disco.

Discopatia degenerativa: una condizione complessa

Con la risonanza magnetica si evidenzia che alcune persone, con grave degenerazione del disco, non avvertono dolore. In altri casi, alcune persone, anche con una degenerazione minima, percepiscono un dolore acuto.

Approccio biopsicosociale della scienza nel trattamento del mal di schiena.

I fattori psicologici, tra cui la catastrofizzazione e la paura di effettuare determinati movimenti, possono amplificare la sensazione di dolore e ridurre il successo degli interventi terapeutici.

Utilità del CBD per la discopatia degenerativa

Nella riabilitazione, è fondamentale che le persone affette da mal di schiena espongano il corpo a carichi graduali ed effettuino un’attività fisica sana e adeguata. Il CBD potrebbe rivelarsi utile per il trattamento del mal di schiena.

La capacità del CBD di ridurre i danni ai dischi intervertebrali

Dal 2014, gli studi su CBD e discopatia degenerativa sono aumentati, grazie a dei ricercatori della University of São Paulo, in Brasile, che hanno esaminato gli effetti del CBD sulla degenerazione del disco (iniziando da una analisi sui ratti, somministrando loro diverse dosi di CBD).

Dalla risonanza magnetica, i ricercatori hanno riscontrato come il CBD sia riuscito a ridurre notevolmente i danni ai dischi intervertebrali. Il CBD ha prodotto gli effetti più rilevanti all’interno dell’anello fibroso.

Interazione del CBD con il SEC e l’aumento del livello di Anandamide

La molecola del CBD influenza diversi meccanismi corporei, provocando variazioni a livello fisiologico. Il CBD, per esempio, interagisce con il sistema endocannabinoide (SEC). Il SEC è composto dai recettori CB1 e CB2, che sono posizionati in tutto l’organismo, e sono presenti in dosi molto elevate nel sistema nervoso e immunitario.

Grazie all’iterazione con questi recettori, il CBD potrebbe contribuire a ridurre i danni ai dischi intervertebrali. Il CBD limita, anche, la decomposizione dell’endocannabinoide anandamide e ne prolunga la permanenza nell’organismo. Questo endocannabinoide, denominato “molecola della beatitudine”, ha proprietà antinfiammatorie e analgesiche, utili in caso di discopatia degenerativa.

CBD e la potenziale capacità di ridurre l’Infiammazione

La malattia degenerativa del disco provoca il rilascio di molecole infiammatorie. Gli scienziati stanno così valutando se la cannabis può aiutare , grazie al potenziale antinfiammatorio del CBD.Il CBD potrebbe aiutare le persone che soffrono di questa patologia.

CBD aiuta a combattere i Sintomi Psicologici abbinati alla malattia degenerativa del disco

Il trattamento del mal di schiena richiede un approccio poliedrico:

La terapia manuale

L’attività fisica: migliora la resistenza con esercizi mirati.

Lo stato psicologico: influisce molto sulla percezione del dolore e sulla capacità della persona di affrontare e gestire la patologia.

L’impatto di questa patologia sulla psiche umana può condurre ad effetti mentali negativi, tra cui :

depressione,

ansia

aumento del dolore.

Il CBD potrebbe migliorare la condizione, alleviando i sintomi fisici. della condizione, riducendo anche il disagio a livello psicologico.

Il CBD interagisce, infatti, con il sistema serotoninergico e questo potrebbe modificare la reazione del cervello a questo neurotrasmettitore, ottenendo effetti molto positivi sullo stato mentale. Inoltre, il CBD mantiene l’anandamide, molecola abbinata al buonumore, nello spazio sinaptico in maniera prolungata.

Conseguentemente il CBD potrebbe attenuare i sintomi di stress eccessivo, modificando anche il modo in cui si percepisce il dolore, bloccando, quindi, lo stato psicologico in cui si percepisce la condizione di dolore cronico, riducendo la sofferenza, la percezione del dolore e il suo impatto.

Utilizzo del CBD nella malattia degenerativa del disco

L’impiego di CBD per gestire i sintomi della discopatia degenerativa è ancora in fase sperimentale, tuttavia il CBD è utile sotto vari aspetti. Si consiglia di assumere il CBD, dopo aver consultato il proprio medico di fiducia.

Scelta del prodotto di CBD da utilizzare

Se si decide di usare il CBD è indispensabile acquistare un prodotto controllato e certificato, in quanto la qualità presente sul mercato varia tantissimo. E spesso si rischia di utilizzare prodotti inaffidabili e di qualità scadente.

Si consiglia di controllare tre specifiche caratteristiche:

L’olio deve essere a spettro completo: deve contenere, quindi, tutti i composti fitochimici benefici della cannabis e non soltanto il CBD. Deve contenere cannabinoidi, terpeni e flavonoidi della pianta che si combinano tra loro, creando una miscela sinergica (effetto entourage).

Il CBD deve essere estratto con estrazione con CO₂ supercritica.: con questo metodo sofisticato si isolano tutti i composti fitochimici utili e si separano dal resto del materiale vegetale. L’estrazione con CO₂ elimina il rischio di residui chimici dannosi.

Il CBD deve essere testato da laboratori indipendenti che offrono,. con esattezza, il contenuto di ogni flacone, garantendo che il prodotto finale sia privo di agenti contaminanti e contenga livelli di THC inferiori ai limiti prestabiliti.

CONCLUDENDO

Nella discopatia degenerativa, che è una malattia complessa, il dolore non è correlato all’estensione delle lesioni: una persona senza alcun danno fisico al disco potrebbe percepire dolore, mentre una persona senza dolore potrebbe avere dei dischi intervertebrali molto danneggiati. Chi soffre di dolore intenso può sviluppare stati mentali negativi, tra cui la paura di compiere determinati movimenti.

In questa situazione il CBD offre risultati promettenti nell’ambito sia che fisico che psicologico. Gli studi proseguono………

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