Il CBD e la resistenza agli antibiotici

Il CBD è uno dei prodotti per il benessere più utilizzati. Tra le varie ricerche in corso, ci sono prove che il CBD potrebbe essere la soluzione per combattere la resistenza agli antibiotici accumulata nei nostri corpi. I risultati sono molto promettenti. I ricercatori stanno verificando l’impatto che il CBD ha su alcuni dei nostri farmaci più affidabili: gli antibiotici. Perché si dovrebbe aver necessita’ del CBD al posto degli antibiotici? Gli esseri umani si sono evoluti, grazie alla medicina per affrontare le minacce, le malattie come la tubercolosi e la polmonite sono diventate resistenti ai trattamenti che una volta erano sufficienti per eliminarle. Questo e’ accaduto non in milioni di anni, ma è successo nel corso di alcuni decenni.

SIGNIFICATO DI RESISTENZA AGLI ANTIBIOTICI

E’ un fenomeno che colpisce tutte le età e ceti sociali e sta peggiorando solo nelle zone della terra dove gli antibiotici sono ampiamente accessibili, sia nei luoghi in cui è necessaria una prescrizione sia nei luoghi con meno restrizioni sui farmaci. Visto l’aumento dell’inefficacia degli attuali antibiotici, gli scienziati sono concentrati sulla ricerca di nuovi sostituti: per questo motivo, il CBD ha iniziato ad attirare l’attenzione come possibile via per combattere i batteri nocivi. A oggi il CBD non può offrire un’alternativa agli antibiotici, ma ci potrebbero essere delle buone interazioni. La resistenza agli antibiotici si verifica quando una malattia diventa resistente ai farmaci utilizzati per curarla. Gli antibiotici sono diventati diffusi ed utilizzati perché estremamente efficaci, ma i nuovi batteri nocivi che compaiono e compariranno con la terapia antibiotica potrebbe essere che non vengano debellati. L’inefficacia degli antibiotici e’ agganciata al fatto che le quantita’ di antibiotici prescritti e assunti poi dai pazienti ha reso inefficace le cure aumentando la resistenza dei batteri patogeni agli antibiotici.

LA RESISTENZA ANTIBIOTICA

Quindi un maggiore uso di antibiotici porta alla resistenza agli antibiotici stessi e questo accade perché gli stessi eventi evolutivi si stanno verificando ad un ritmo molto più rapido. Anche dopo un trattamento antibiotico efficace, qualche batterio potrebbe sfuggire. Da qui si potrebbero originare una nuova generazione di batteri con una miglior resistenza al trattamento: questa evoluzione avviene in un modo rapidissimo.

BATTERI RESISTENTI AI FARMACI

Si dettagliano alcuni esempi di batteri resistenti ai farmaci:

MRSA — STAPHYLOCOCCUS AUREUS RESISTENTE ALLA METICILLINA: Un ceppo del batterio resistente ai farmaci che lo causa, noto come “Staphylococcus aureus resistente alla meticillina” (MRSA), è diventato molto comune  negli ospedali e nelle comunità circostanti.

TB — MYCOBACTERIUM TUBERCULOSIS: La tubercolosi (TBC) e’ considerata come una delle infezioni batteriche più pericolose anche se e’ curabile: se gli antibiotici funzionano la cura va dai sei mesi ai due anni. Tuttavia, oggi i due principali farmaci anti-TBC stanno diventando praticamente inefficaci, poiché la TBC multiresistente (MDR-TB) ha iniziato a diffondersi, mettendo a dura prova le cure esistenti.

CRE — ENTEROBACTERIACEAE RESISTENTI AI CARBAPENEMI: Si ricordano i focolai di Escherichia che crearono panico nel 2006. Questo ceppo di batteri diventa sempre piu’ resistente alle cure e puo’ mettere in pericolo la vita.

IL CBD POTREBBE ESSERE UN ANTIBIOTICO?

Gli scienziati gia’ nel 1976 hanno cercato una risposta a questa domanda. In quello studio si sono analizzate  in dettaglio le concentrazioni minime di inibizione di THC e CBD contro stafilococchi e streptococchi. Un altro studio eseguito nel 2008 ha scoperto che un’ampia varieta’ di cannabinoidi (compreso il CBD) ha un certo potenziale, ancora da dimostrare completamente.

Dal marzo 2020, la Scientific Reports ha pubblicato uno studio che mostra che il CBD puo’ essere in grado di aiutare a combattere lo stafilococco ed altri batteri Gram-positivi. Questi  batteri fanno parte di una sottocategoria specifica che li rende resistenti alla maggior parte dei trattamenti antibiotici.

Nello studio, gli scienziati hanno notato che il CBD era in grado di ridurre il potenziale della membrana dei batteri nocivi. In combinazione con la bacitracina, il CBD ha diminuito i tassi di autolisi e ridotto al minimo l’espressione del gene regolatore della divisione cellulare noto come ezrA.

Quindi, a oggi,  il CBD può avere un’azione positiva, ma, al momento, non viene considerato (o considerato utilizzabile) per scopi antibiotici. Per ora il CBD viene utilizzato, secondo gli studi attuali, per il potenziale che ha di influenzare la velocità con cui il nostro corpo metabolizza gli antibiotici. Interagisce con enzimi specifici presenti nel nostro fegato, ma, alterando il nostro sistema in un modo che può portare a dosi elevate accidentali di antibiotici nell’organismo. Quindi, il CBD e gli antibiotici non andrebbero utilizzati insieme, secondo gli studi attuali.