La canapa migliora la produzione e la qualità del vino

Uno studio triennale neozelandese ha dimostrato il potenziale della canapa nel settore della viticoltura. L’uso di questa pianta migliora le condizioni del suolo e conseguentemente la qualità del vino prodotto su questi terreni.

Questa scelta nella produzione vinicola determina e influenza ogni processo di produzione.

L’interesse per la sostenibilità è aumentato negli anni: si è sempre alla ricerca di elementi naturali da utilizzare in vigna. Tra essi c’è la canapa, in quanto questa pianta offre benefici ai vigneti, incidendo, quindi, in modo positivo sulla qualità del vino.

La ricerca neozelandese (Hemp as a cover crop in New Zealand vineyards: a feasibility study), si è occupata sulle potenzialità della canapa come coltura di copertura del vigneto.

Le colture di copertura (cover crop), sono un isolamento naturale del suolo, per proteggere il terreno dall’erosione, da parassiti e offrono un arricchimento di materia organica. Durante lo studio sono stati piantati semi di cannabis sativa in un vigneto di Sauvignon blanc nella regione Marlborough. La canapa ha attecchito senza bisogno di irrigazione, anche durante la stagione secca. In questi terreni, la canapa ha contribuito a migliorare il suolo.

Grazie alla capacità delle piante di cannabis di sopravvivere con poca acqua. La canapa, grazie al robusto apparato radicale, aggiunge carbonio al terreno e, crescendo, migliora i terreni compattati e migliora la gestione dei vigneti.

Il miglioramento del suolo offre un miglioramento della qualità del vino e lo rende migliore, grazie anche a una maggiore popolazione di lieviti autoctoni sulle uve. Questi lieviti innescano una fermentazione alcolica spontanea che avrebbe come risultato la produzione di vini unici e di pregio.

Quindi il mix di piantagioni formate da uva e canapa migliorano la gestione del vigneto.

Questa meravigliosa pianta offre, inoltre, ai viticoltori, un potenziale reddito aggiuntivo: la canapa può essere raccolta prima dell’uva.

Canapa e vino possono essere il futuro dei vigneti

Secondo gli scienziati neozelandesi, la canapa mixata con altre colture di copertura, per esempio, con il trifoglio, per l’azoto e il grano saraceno, per gli insetti utili, può garantire un grande potenziale per i vigneti, per produrre uva migliore, per ridurre la compattazione del terreno dove passano i trattori.

L’ idea degli scienziati è quella di un vigneto in cui seminare una zolla erbosa mixata con canapa, di copertura, che viene poi arrotolata, come pacciame, quando gli agricoltori del vigneto camminano lungo i filari. In questo modo migliorerà la qualità dell’uva, risparmiando acqua, nel rispetto delle api, si utilizzerebbe meno diesel, quindi l’impatto ambientale sarebbe più ridotto, come anche i costi.

Questo sitema potrebbe essere molto utile anche da noi, in Italia, nei nostri importanti e conosciuti vitigni: essi potrebbero essere migliorati dalla coltivazione della canapa, una pianta che fatica a riaffermarsi, ma che nasconde tantissimi benefici anche per gli agricoltori, sia in termine economici, sia per quanto riguarda la resa del terreno per altre coltivazioni.

Concludendo

La pianta della canapa è una pianta altruista: non ostacola la crescita delle viti, anzi le ha aiuta a migliorarne la qualità. Solo l’uomo può scegliere di inserire un’ottima alternativa green e usufruirne di tutte le sue proprietà benefiche!

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