VULVODINIA ENDOMETRIOSI E CBD

Queste due patologie possono compromettere il benessere fisico e psicologico delle donne.

la vulvodinia

La vulvodinia (sindrome vulvovestibolare), è un disturbo che causa l’infiammazione delle terminazioni nervose dell’area vulvo-vaginale.

Da uno studio del 2020, circa il 10% delle donne ne soffre, in età fertile e non. Si manifesta con un dolore cronico che colpisce i genitali femminili. Il dolore può estendersi alla vulva o circoscriversi ad una zona specifica.

Si parla anche di:

Vestibolodinia: quando il dolore è localizzato all’ingresso della vulva.

Clitoridinia: quando il dolore è localizzato nell’area del clitoride.

Uretrodinia: quando il dolore si concentra nella zona dell’uretra.

Dispareunia: quando il dolore è legato alla penetrazione, durante un rapporto sessuale.

La vulvodinia si manifesta con sintomi diversi da donna a donna. Questo fattore, abbinato a componenti socio-culturali, crea molta difficoltà per una donna avere una diagnosi e spesso questa patologia viene confusa con altre patologie e quindi trattata in modo sbagliato.

In Italia vi è molta sensibilizzazione su questa patologia: associazioni, attiviste e influencer, si battono affinchè lo Stato e il Servizio Sanitario Nazionale riconoscano la vulvodinia come malattia invalidante e cronica in modo che vengano garantiti i livelli essenziali di assistenza, per chi ne soffre.

Le cause e i sintomi della vulvodinia

La causa della vulvodinia non è ancora stata scoperta. Alcuni ritengono che possa essere causata da dei danni ai nervi della zona vulvare. Altri ritengono che sia provocata da un’infiammazione cronica o da un problema ormonale. Alcuni ritengono, anche, che ci siano problematiche psicologiche alla base di questa patologia.

Il problema maggiore è il ritardo nella diagnosi, che dipende oltre che da una scarsa ricerca, anche dalla poca formazione di personale medico.

Alla base c’è anche il problema socio-culturale: si ritiene, spesso, che il dolore pelvico femminile, che si manifesta durante un rapporto sessuale, sia un cosa normale

Invece: il dolore cronico non è normale e non deve essere frainteso. Questo crea, spesso, senso di inadeguatezza, di colpa e, conseguentemente, ansia e depressione, prima che venga effettivamente diagnosticato.

Obbiettivo

Per chi lotta ogni giorno contro questa patologia è importante raccontare la realtà di questo disturbo, in modo che ci sia il riconoscimento come malattia cronica e invalidante, affinche’ chi ne soffre possa avere le cure e le prestazioni sanitarie adeguate.

I sintomi della vulvodinia

I principali sintomi sono:

Dolore e bruciore vulvare che può esteso o localizzato

Sensazione di spilli

Sensazione di pelle che brucia

Dolori improvvisi, come fitte, soprattutto se si indossano pantaloni stretti

Dolore durante i rapporti sessuali

Dolore durante la minzione

Fastidio dopo diverse ore che si è seduti.

Questi sintomi possono comparire anche con altri disturbi come: cistite, candida, herpes vaginale o altre infezioni che colpiscono i genitali femminili.

Quindi, prima di parlare di vulvodinia, è necessario escludere altre patologie, attraverso analisi specifiche.

La diagnosi di vulvodinia, viene effettuata da un professionista ginecologo specializzato, attraverso lo Swab test.

Lo Swab test è un esame, non invasivo, che accertarta la presenza di un dolore, successivamente ad uno stimolo. Questo test, abbinato ad un dolore vulvare cronico (da più di tre mesi), potrebbero essere gli elementi importanti per la diagnosi.

Cura per la vulvodinia

Ad oggi non esiste ancora una terapia ben precisa, si lavora sui sintomi, che variano da donna a donna.

Con la diagnosi, lo specialista indaga sullo stile di vita, le abitudini, eventuali altre patologie, per scegliere il migliore percorso terapeutico.

Il medico potrebbe scegliere una terapia farmacologica e una riabilitazione con un lavoro sulla muscolatura pelvica, un lavoro psicologico, che spesso sono utili ed efficaci.

I farmaci utilizzati per la vulvodinia agiscono sul dolore ed in particolare per il dolore neuropatico.

Che cos’è l’endometriosi

L’endometriosi è una patologia che determina la presenza di endometrio (generalmente si trova all’interno dell’utero), all’esterno dell’utero. Questo determina infiammazione, dolore e crea problemi con l’attività degli organi genitali femminili.

Si crea a partire dalla prima mestruazione e può interessare anche le donne dopo la menopausa.

In Italia ne soffre circa il 15% delle donne, in età riproduttiva.

Cause e sintomi dell’endometriosi

I pareri sulle cause dell’endometriosi sono diversi. L’ipotesi più concreta è il passaggio di frammenti di endometrio dall’utero, nelle tube e successivamente nell’addome, durante le mestruazioni.

Con l’endometriosi sono stati fatti passi molto importanti. Questa patologia è riconosciuta come cronica e invalidante e ci sono dei protocolli terapeutici standardizzati.

Esiste un test salivare, già sperimentato all’estero, che riesce a diagnosticarla velocemente.

Sintomi dell’endometriosi

I più comuni sono:

Mestruazioni dolorose (dismenorrea)

Perdite mestruali abbondanti e prolungate (menoragia)

Sanguinamento non correlato alle mestruazioni (metrorragia)

Dolore pelvico

Dolore durante la penetrazione (dispaurenia)

Dolore durante la minzione

Rischio di Infertilità

Per avere la diagnosi di endometriosi, ci sono centri specializzati. Si effettua un’ecografia o una risonanza magnetica per confermare la patologia.

Cura per l’endometriosi

I trattamenti per l’endometriosi sono differenti, ma, spesso, ci si concentra su terapie ormonali, abbinate a farmaci antinfiammatori per ridurre il dolore. Raramente può essere necessario un intervento chirurgico.

Con la diagnosi precoce e la giusta cura, la qualità della vita, per chi ne soffre, migliora sensibilmente.

L’endometriosi è inserita nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti.

Per la vulvodinia e l’endometriosi in Italia, ci si può rivolgere a diverse organizzazioni impegnate a sensibilizzare sulla vulvodinia ed endometriosi in Italia e ci sono anche associazioni di pazienti. Tra esse l’Associazione Italiana Endometriosi, l’Associazione Italiana Vulvodinia e la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO).

A causa del pudore e conseguentemente di diagnosi tardive, si peggiora l’evoluzione di queste patologie. Occorre muoversi il prima possibile!

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L’olio di CBD per vulvodinia ed endometriosi

La scienza ci conferma che il cannabidiolo (CBD), è un principio attivo prodotto dalle piante di canapa sativa. Contrariamente al THC, il CBD non provoca effetti psicotropi. Con la sua interazione con i recettori presenti nel nostro sistema endocannabinoide, da oltre dieci anni si utilizza come opzione naturale per combattere numerosi disturbi, tra cui il dolore cronico, l’ansia e lo stress.

Il CBD non crea effetti collaterali rilevanti, ma può avere delle interazioni con alcuni farmaci, quindi è indispensabile consultare il proprio medico se si sta assumendo il CBD, durante una terapia.

Gli studi scientifici cosa dicono

Secondo gli studi fino ad ora effettuati, la cannabis terapeutica può ridurre significativamente il dolore e migliorare la qualità della vita nelle donne con vulvodinia. In questa ricerca sono stati sperimentati i cannabinoidi in casi di alcune patologie tra cui:

malattie neurodegenerative

dolore (tra cui quello pelvico)

disturbi intestinali

ansia e disturbi dell’umore

dipendenza

Il CBD solo, o combinato con il THC o con una terapia farmacologica, offre enormi benefici.

Diverse pazienti sofferenti di dolore pelvico abbinato a vulvodinia ed endometriosi, hanno confermato di dormire meglio, con meno dolore, meno irritabilità.

Il CBD è un valido alleato anche prima e durante i rapporti sessuali: viene usato sia per via orale che come lubrificante, in quanto calma dolori e infiammazioni.

Rimedi naturali per gestire i sintomi di vulvodinia ed endometriosi

Nonostante queste patologie debbano essere curate con l’aiuto di professionisti, esistono, anche, dei rimedi naturali che aiutano il corpo, per gestire il dolore cronico e altri sintomi come lo stress e l’ansia.

Un’alimentazione ricca di fibre, grassi buoni e vitamine è un grande supporto per tenere sotto controllo e limitare l’infiammazione. No agli zuccheri e alle farine raffinate, sì a frutta, a verdura e a proteine magre.

L’utilizzo di un abbigliamento comodo e morbido può aiutare a limitare il fastidio durante il giorno

Dormire, bene, almeno 7/8 ore a notte garantisce la rigenerazione del corpo.

Il CBD, di alta qualità, può essere il rimedio naturale ideale per aiutare il corpo in caso di dolore cronico, insonnia, ansia e stress e, quindi, anche per i sintomi di vulvodinia ed endometriosi.

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